Avete presente quelle occasioni in cui avete necessità di riciclare cose avanzate o di cucinare cose prossime alla scadenza, per non doverle buttare?
Ieri sera era una di quelle..
Avevo dei funghi porcini che stavano per mettere le gambe e così ho deciso di farmi un semplice risottino coi porcini; così ho messo a rosolare l'aglio nell'olio, ho pulito i fughi e li ho tagliati a tocchetti e li ho fatti stufare bene.
Al momento di aggiungere il riso mi sono resa conto che non avevo quello bianco, ma bensì il riso rosso hermes integrale; c'ho pensato su un attimo ed ho deciso di sperimentare e provare il nuovo abbinamento!
Il risultato non è stato visivamente roseo e l'accostamento cromatico era piuttosto infelice...ma il sapore era fantastico!
Quindi..
Ecco qua una ricettina brutta brutta ma buooonissima.
Ingredienti:
Funghi Porcini freschi
Riso rosso hermes integrale, un bicchiere scarso a porzione.
prezzemolo
aglio
burro, una noce
olio e sale q.b.
Preparazione:
Tagliate l'aglio e fatelo soffriggere nell'olio, pulite i funghi (c'è che dice che non vanno lavati ma puliti con un cencino...io li ho lavati) e tagliateli a tocchetti.
Stufateli pochi minuti aggiungendo un pizzico di sale e poca acqua.
Quando i funghi saranno pronti aggiungete il riso e fatelo tostare.
Poi aggiungete un pò d'acqua e fate andare la cottura a fuoco lento; controllate spesso la cottura perchè il riso assorbe acqua e rischia di attaccarsi.
Aggiustate di sale.
A fine cottura mantecate con una noce di burro e guarnite con un pochino di prezzemolo tritato e, se vi piace, una spolverata di pepe.
Per la consistenza del risotto si va molto a gusto; i gourmet consigliano di servirlo "all'onda", ovvero leggermente liquidino; io lo preferisco più sodo.
Ah..dimenticavo...nero per nero ho scelto anche un piatto nero!
Sennò che lato oscuro del riso è...
Buon Appetito!!
martedì 27 ottobre 2015
giovedì 22 ottobre 2015
Meringa per le torte
Eccoci finalmente di nuovo insieme!
Vorrei riprendere i nostri rapporti con una cosina facile facile che ho sperimentato pochi giorni fa; la meringa per guarnire le torte.
Vi è mai capitato di svegliarvi con una voglia di qualcosa di dolce ma di non sapere di preciso di cosa?
A me si...
Domenica scorsa mi sono svegliata con un pensiero fisso in testa, dovevo fare un dolce, ma non sapevo che cosa e soprattutto non sapevo se avevo tutti gli ingredienti in casa; così mi sono stiracchiata ben bene, ho preso il coraggio di uscire dalle coperte calducce del lettone e mi sono diretta in cucina.
Per prima cosa ho aperto il frigo...le uova ci sono, il burro, il latte...ok faro una crostata!
Vi lascio immaginare la faccia soddisfatta che avevano mio marito e la bambina quando si sono palesati in cucina, solleticati dall'odore di dolce che si era propagato in tutta casa...che bontà!
Ma torniamo a noi.
Mi sono quindi messa al lavoro ed ho fatto una frolla aromatizzata all'arancia ed ho realizzato una crostata alla crema, ma la ricetta ve la posterò in seguito, perchè quello di cui voglio parlarvi adesso è il dopo..
Una crostata classica e semplice mi sembra sempre un pò noiosa e così, pensa e ripensa mi è venuta un'idea; utilizzare le chiare e il succo d'arancia avanzato per creare una favolosa meringa all'arancia con cui ho decorato la crostata!
Ecco la ricetta.
Ingredienti:
Chiare avanzate
Succo di arancia
zucchero frullato (o a velo)
pizzichino di sale
Preparazione:
Ovviamente partite dalle chiare e, dopo aver aggiunto un pizzichino di sale, montatele a neve fermissima.
Per verificare la consistenza della neve inclinate il recipiente, se le chiare non si muovono sono pronte.
Aggiungete qualche cucchiaio di zucchero, io sono andata ad occhio, avendo cura di incorporare bene il precedente prima di aggiungere il successivo.
Sarebbe cosa buona e giusta utilizzare lo zucchero a velo per la preparazione delle meringhe perchè cede meno acqua, ma io non ce l'avevo e così ho frullato lo zucchero bianco per ottenere una grana più sottile.
Quando la meringa inizia a diventare lucida e "burrosa" aggiungete il succo d'arancia, io ho usato quello di mezza arancia, spremuto e filtrato, e continuate a mescolare piano piano dal basso verso l'alto, cercando di non smontare le chiare.
Quando il composto sarà pronto vedrete che, rispetto all'inizio, un pochino si sarà smontato, diventando più cremoso; ma non vi preoccupate, è del tutto normale.
A questo punto potete distribuirlo sulla torta aiutandovi con una spatola e potete sbizzarrirvi creando giochi di forme e decorazioni a vostro piacimento.
Io ho lasciato che la meringa prendesse una forma naturale, a mò di spumone..ne avevo fatta molta e la scelta è stata piuttosto obbligata.
Dopo esservi divertite a dar forma alla meringa, infornate in forno statico, già caldo, a bassa temperatura, intorno ai 100°C, per pochi minuti, finchè non diventa leggermente ambrata.
Io, che sono una brucia padelle doc, mi sono dimenticata di abbassare il forno dopo aver cotto la crostata e l'ho infornata a 180° facendomi venire una sincope non appena la meringa ha iniziato a scurirsi irrimediabilmente!
Ed ecco qua la mia meringona abbronzata!
Ovviamente se invece che usare la meringa per guarnire una torta, volete usarla per formare tante piccole meringhe, potete farlo, considerando però che, essendo piuttosto cremosa per la presenza del succo d'arancia, potrebbe smontarsi in fase di cottura.
Gustatevi il vostro dolce e..
Buon Appetito!!
Vorrei riprendere i nostri rapporti con una cosina facile facile che ho sperimentato pochi giorni fa; la meringa per guarnire le torte.
Vi è mai capitato di svegliarvi con una voglia di qualcosa di dolce ma di non sapere di preciso di cosa?
A me si...
Domenica scorsa mi sono svegliata con un pensiero fisso in testa, dovevo fare un dolce, ma non sapevo che cosa e soprattutto non sapevo se avevo tutti gli ingredienti in casa; così mi sono stiracchiata ben bene, ho preso il coraggio di uscire dalle coperte calducce del lettone e mi sono diretta in cucina.
Per prima cosa ho aperto il frigo...le uova ci sono, il burro, il latte...ok faro una crostata!
Vi lascio immaginare la faccia soddisfatta che avevano mio marito e la bambina quando si sono palesati in cucina, solleticati dall'odore di dolce che si era propagato in tutta casa...che bontà!
Ma torniamo a noi.
Mi sono quindi messa al lavoro ed ho fatto una frolla aromatizzata all'arancia ed ho realizzato una crostata alla crema, ma la ricetta ve la posterò in seguito, perchè quello di cui voglio parlarvi adesso è il dopo..
Una crostata classica e semplice mi sembra sempre un pò noiosa e così, pensa e ripensa mi è venuta un'idea; utilizzare le chiare e il succo d'arancia avanzato per creare una favolosa meringa all'arancia con cui ho decorato la crostata!
Ecco la ricetta.
Ingredienti:
Chiare avanzate
Succo di arancia
zucchero frullato (o a velo)
pizzichino di sale
Preparazione:
Ovviamente partite dalle chiare e, dopo aver aggiunto un pizzichino di sale, montatele a neve fermissima.
Per verificare la consistenza della neve inclinate il recipiente, se le chiare non si muovono sono pronte.
Aggiungete qualche cucchiaio di zucchero, io sono andata ad occhio, avendo cura di incorporare bene il precedente prima di aggiungere il successivo.
Sarebbe cosa buona e giusta utilizzare lo zucchero a velo per la preparazione delle meringhe perchè cede meno acqua, ma io non ce l'avevo e così ho frullato lo zucchero bianco per ottenere una grana più sottile.
Quando la meringa inizia a diventare lucida e "burrosa" aggiungete il succo d'arancia, io ho usato quello di mezza arancia, spremuto e filtrato, e continuate a mescolare piano piano dal basso verso l'alto, cercando di non smontare le chiare.
Quando il composto sarà pronto vedrete che, rispetto all'inizio, un pochino si sarà smontato, diventando più cremoso; ma non vi preoccupate, è del tutto normale.
A questo punto potete distribuirlo sulla torta aiutandovi con una spatola e potete sbizzarrirvi creando giochi di forme e decorazioni a vostro piacimento.
Io ho lasciato che la meringa prendesse una forma naturale, a mò di spumone..ne avevo fatta molta e la scelta è stata piuttosto obbligata.
Dopo esservi divertite a dar forma alla meringa, infornate in forno statico, già caldo, a bassa temperatura, intorno ai 100°C, per pochi minuti, finchè non diventa leggermente ambrata.
Io, che sono una brucia padelle doc, mi sono dimenticata di abbassare il forno dopo aver cotto la crostata e l'ho infornata a 180° facendomi venire una sincope non appena la meringa ha iniziato a scurirsi irrimediabilmente!
Ed ecco qua la mia meringona abbronzata!
Ovviamente se invece che usare la meringa per guarnire una torta, volete usarla per formare tante piccole meringhe, potete farlo, considerando però che, essendo piuttosto cremosa per la presenza del succo d'arancia, potrebbe smontarsi in fase di cottura.
Gustatevi il vostro dolce e..
Buon Appetito!!
martedì 26 maggio 2015
Riprendiamo le fila..
Dove eravamo rimasti?
Ah si, ecco...a molto molto molto tempo fa...
Dunque, vediamo di riprendere le fila del discorso; ci eravamo lasciati due anni e mezzo fa con la ricetta della marmellata della mamma e oggi voglio riprendere il discorso in sospeso dandovi un'altra ricetta, ma non di qualcosa che si mangia...
Voglio darvi la ricetta della felicità!
Che esagerata che sono eh?!...e invece no, voglio proprio parlare della felicità, perchè se non c'è felicità nel cuore non ce ne può essere neanche in cucina e in nessun altro luogo fisico o mentale.
Ebbene la mia ricetta della felicità è semplicissima ed ha un solo ingrediente; Mia figlia.
In questi due anni e mezzo di silenzio mi sono sposata e dall'unione con il mio Mr Big è nata Lara; una puffetta di quasi 19 mesi che, con un solo sguardo quel 28 ottobre 2013, ha rivoluzionato irrimediabilmente la mia vita.
Adesso, riguardandomi indietro, non esisto più io, ma io prima di lei ed io dopo di lei.
Prima di lei avevo tempo di lavorare, tempo da dedicarmi a me stessa, tempo da dedicare agli amici...insomma, avevo tempo.
Adesso il mio tempo è lei.
Lei con un sol tocco ha preso la mia vita, l'ha accartocciata come un foglio di giornale e l'ha ridistesa, dandole nuova forma; a volte mi sento come se fossi dentro ad un frullatore azionato alla massima velocità perchè crescere un figlio e, contemporaneamente, portare avanti una casa, un lavoro e, magari, anche un matrimonio non è affatto semplice (per non dire impossibile..).
Ma lei sa.
Sa come farsi perdonare qualunque cosa, e come fare per ottenere qualunque cosa; sa come far volar via le giornate in un battibaleno.
Ogni giorno una scoperta, ogni giorno una conquista ed una nuova abilità; ogni giorno sono mille giorni passati con lei che cresce alla velocità della luce ed io, stupita, rimango ferma a quando ancora nuotava nella mia pancia, leggera e silenziosa.
Adesso è lei la dominatrice del mio tempo e ne sono felice.
E se penso a quanto cresce velocemente mi sembra che di tempo non ce ne sia mai abbastanza..
Per stare ad osservarla, per stare a farci le coccole, per accompagnarla per mano nella vita, per viverla e respirarla..
E' così; tutto vola via veloce e mi sembra ieri che mi portavo in fascia quel fagottino indifeso e leggero..mentre oggi ci porto questa piccolissima donna più alta del mio tavolo che mi chiama e mi fa "bada bada" con la manina, che canta e corre spensierata per la casa e che maneggia il mio telefono meglio di me...e che ha solo un anno e mezzo, nonostante ne dimostri almeno uno in più.
Quindi ecco la mia Ricetta Perfetta, quella unica ed irripetibile, che ti viene bene una volta sola e mai più; la regina delle ricette..quella che non mi farà mai fare brutta figura ad una cena o che qualcuno tenterà di copiarmi.
Da qui riparte tutto; da Lei riparte tutto.
Persino il mio blog.
Buon Appetito!
Ah si, ecco...a molto molto molto tempo fa...
Dunque, vediamo di riprendere le fila del discorso; ci eravamo lasciati due anni e mezzo fa con la ricetta della marmellata della mamma e oggi voglio riprendere il discorso in sospeso dandovi un'altra ricetta, ma non di qualcosa che si mangia...
Voglio darvi la ricetta della felicità!
Che esagerata che sono eh?!...e invece no, voglio proprio parlare della felicità, perchè se non c'è felicità nel cuore non ce ne può essere neanche in cucina e in nessun altro luogo fisico o mentale.
Ebbene la mia ricetta della felicità è semplicissima ed ha un solo ingrediente; Mia figlia.
In questi due anni e mezzo di silenzio mi sono sposata e dall'unione con il mio Mr Big è nata Lara; una puffetta di quasi 19 mesi che, con un solo sguardo quel 28 ottobre 2013, ha rivoluzionato irrimediabilmente la mia vita.
Adesso, riguardandomi indietro, non esisto più io, ma io prima di lei ed io dopo di lei.
Prima di lei avevo tempo di lavorare, tempo da dedicarmi a me stessa, tempo da dedicare agli amici...insomma, avevo tempo.
Adesso il mio tempo è lei.
Lei con un sol tocco ha preso la mia vita, l'ha accartocciata come un foglio di giornale e l'ha ridistesa, dandole nuova forma; a volte mi sento come se fossi dentro ad un frullatore azionato alla massima velocità perchè crescere un figlio e, contemporaneamente, portare avanti una casa, un lavoro e, magari, anche un matrimonio non è affatto semplice (per non dire impossibile..).
Ma lei sa.
Sa come farsi perdonare qualunque cosa, e come fare per ottenere qualunque cosa; sa come far volar via le giornate in un battibaleno.
Ogni giorno una scoperta, ogni giorno una conquista ed una nuova abilità; ogni giorno sono mille giorni passati con lei che cresce alla velocità della luce ed io, stupita, rimango ferma a quando ancora nuotava nella mia pancia, leggera e silenziosa.
Adesso è lei la dominatrice del mio tempo e ne sono felice.
E se penso a quanto cresce velocemente mi sembra che di tempo non ce ne sia mai abbastanza..
Per stare ad osservarla, per stare a farci le coccole, per accompagnarla per mano nella vita, per viverla e respirarla..
E' così; tutto vola via veloce e mi sembra ieri che mi portavo in fascia quel fagottino indifeso e leggero..mentre oggi ci porto questa piccolissima donna più alta del mio tavolo che mi chiama e mi fa "bada bada" con la manina, che canta e corre spensierata per la casa e che maneggia il mio telefono meglio di me...e che ha solo un anno e mezzo, nonostante ne dimostri almeno uno in più.
Quindi ecco la mia Ricetta Perfetta, quella unica ed irripetibile, che ti viene bene una volta sola e mai più; la regina delle ricette..quella che non mi farà mai fare brutta figura ad una cena o che qualcuno tenterà di copiarmi.
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giovedì 19 febbraio 2015
Follow my blog with Bloglovin
Eccomi di nuovo con voi!
Tranquilli...non vi avevo dimenticati; mi sono semplicemente presa una lunga pausa per...trovare il mio principe azzurro, sposarlo e farci una bellissimissima bambina...
A breve vi aggiorno e si riparte con nuove ricette.
Intanto seguitemi anche su bloglovin'!!!
Vi basta cliccare sul titolo di questo post.
Baciiiiiii!!!
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venerdì 12 ottobre 2012
Marmellata della mamma
Questa ricetta, che non è altro che una semplice marmellata di fichi, deriva da una tradizione di famiglia, come al solito rivista da me.
La mia mamma la faceva sin da quando ero piccola e mi ricordo con molto affetto le merende a base di pane e marmellata di fichi.
Questa marmellata è un pò diversa dalle altre perchè la mia mamma era solita tagliare a metà i fichi e cuocerli in modo che rimanessero i filetti interi da poter mangiare a cucchiaiate, invece che spalmarli..
Un'altra particolarità della marmellata di mia mamma era l'inserimento di scorze di limone che, cuocendo insieme ai fichi, si caramellavano e davano in bocca quel sentore leggermente amarognolo che ben si accostava al dolce della marmellata; io invece che la scorza del limone, ho aggiunto il succo di mezzo limone in modo da bilanciare il dolce con una nota acidula di fondo.
Ingredienti:
fichi
zucchero
limone
Preparazione:
La mia mamma preparava i fichi divisi a metà con lo zucchero in un bel tegame capiente la sera prima, li lasciava macerare tutta la notte e la mattina dopo li cuoceva, ma voi potete farla anche espressa..
Quindi...mettere in un tegame (a mio parere se è di coccio è meglio) i fichi divisi a metà e lo zucchero e mettere a cuocere a fuoco lento, sennò si rischia che il liquido evapori troppo velocemente e lo zucchero caramelli troppo dando alla marmellata un colore brunito ed un retro gusto amarognolo.
Far bollire il composto finchè non sarà denso e colloso; per capire se la marmellata è pronta far scivolare su di un piatto inclinato un pochino di composto, se rimane fermo senza scivolare significa che abbiamo raggiunto il giusto punto di cottura.
Se volete potete aggiungere ai fichi della scorza di limone (mi raccomando senza la parte bianca!) e del succo di limone; la marmellata, ovviamente è buona anche senza, ma la scorza con il suo gusto amarognolo o il succo con la sua punta di acido la rendono senz'altro particolare!
Quando la marmellata sarà cotta la potete versare in barattoli con la chiusura ermetica tipo i vasetti 4 stagioni (teneteli rivolto a testa in giù avvolti in un canovaccio finchè non avranno fatto il sotto vuoto o fateli bollire con un canovaccio sul fondo della pentola che eviterà fastidiose rotture dei vasetti) e riponeteli in un luogo buio per conservarli.
Per le dosi di zucchero e fichi onestamente io vado ad occhio ma considerate che il fico è già molto dolce di suo quindi io starei sui 150 gr (200 al massimo) di zucchero per chilo di fichi...
Buon Appetito!!
La mia mamma la faceva sin da quando ero piccola e mi ricordo con molto affetto le merende a base di pane e marmellata di fichi.
Questa marmellata è un pò diversa dalle altre perchè la mia mamma era solita tagliare a metà i fichi e cuocerli in modo che rimanessero i filetti interi da poter mangiare a cucchiaiate, invece che spalmarli..
Un'altra particolarità della marmellata di mia mamma era l'inserimento di scorze di limone che, cuocendo insieme ai fichi, si caramellavano e davano in bocca quel sentore leggermente amarognolo che ben si accostava al dolce della marmellata; io invece che la scorza del limone, ho aggiunto il succo di mezzo limone in modo da bilanciare il dolce con una nota acidula di fondo.
Ingredienti:
fichi
zucchero
limone
Preparazione:
La mia mamma preparava i fichi divisi a metà con lo zucchero in un bel tegame capiente la sera prima, li lasciava macerare tutta la notte e la mattina dopo li cuoceva, ma voi potete farla anche espressa..
Quindi...mettere in un tegame (a mio parere se è di coccio è meglio) i fichi divisi a metà e lo zucchero e mettere a cuocere a fuoco lento, sennò si rischia che il liquido evapori troppo velocemente e lo zucchero caramelli troppo dando alla marmellata un colore brunito ed un retro gusto amarognolo.
Far bollire il composto finchè non sarà denso e colloso; per capire se la marmellata è pronta far scivolare su di un piatto inclinato un pochino di composto, se rimane fermo senza scivolare significa che abbiamo raggiunto il giusto punto di cottura.
Se volete potete aggiungere ai fichi della scorza di limone (mi raccomando senza la parte bianca!) e del succo di limone; la marmellata, ovviamente è buona anche senza, ma la scorza con il suo gusto amarognolo o il succo con la sua punta di acido la rendono senz'altro particolare!
Quando la marmellata sarà cotta la potete versare in barattoli con la chiusura ermetica tipo i vasetti 4 stagioni (teneteli rivolto a testa in giù avvolti in un canovaccio finchè non avranno fatto il sotto vuoto o fateli bollire con un canovaccio sul fondo della pentola che eviterà fastidiose rotture dei vasetti) e riponeteli in un luogo buio per conservarli.
Per le dosi di zucchero e fichi onestamente io vado ad occhio ma considerate che il fico è già molto dolce di suo quindi io starei sui 150 gr (200 al massimo) di zucchero per chilo di fichi...
Buon Appetito!!
Polpettine all'ultimo
Questa ricetta, come molte altre delle mie, deriva da una voglia improvvisa di qualcosa di buono in assenza di ingredienti "classici"..
Qualche giorno fa avevo una irrefrenabile voglia di polpette ma, dopo una rapida ricognizione in frigo mi sono resa conto che mi mancavano gli ingradienti principali per cui mi sono detta..e ora??
Bene; ho preso alcune cose che mi ispiravano e le ho messe insieme...e le polpette all'ultimo sono il risultato!
Ingredienti:
1 confezione di ricotta di mucca da 250 gr
1 tuorlo
parmigiano
1 mozzarella
farina integrale q.b.
sale q.b.
pepe (una grattatina)
noce moscata (a gusto personale)
Preparazione:
In una terrina amalgamare la ricotta con l'uovo, il sale e le spezie e aggiungere un paio di cucchiai di farina integrale; dopo di chè tagliare a cubetti piccolissimi la mozzarella.
Unire al composto di ricotta i cubetti di mozzaella (è preferibile all'inserire internamente un cubetto ad ogni polpetta perchè l'impasto è molto morbido e si lavora male..)
Una volta pronto l'amalgama di ricotta e mozzarella aiutatevi con due cucchiai per formare delle palline che poi lavorerete moooolto delicatamente con le mani.
Preparatevi un piattino con poca farina integrale e, una volta appoggiate le palline fatte col cucchiaio, prendetele con le mani e tentate di impanarle nella farina dando loro una forma più simile possibile ad una polpetta.
Io ho usato la farina integrale perchè, secondo me, rende la panatura più morbida e si sposa bene con la morbidezza della polpettina, ma voi potete usare anche altre farine come quella di mais o il classico pan grattato.
Potete, volendo, anche passarle nell'uovo e poi di nuovo nella farina per fare una doppia panatura ma diventerebbero troppo pesanti...già sono fritte...
Scaldare l'olio per friggere in una padella (deve essere abbondante per poter cuocere le polpettine in maniera uniforme) e, quando è caldo, immergetevi delicatamente le polpette; quando saranno ambrate potete girarle.
Quando sono belle dorate da entrambi i lati potete toglierle e riporle a sgoccolare su di un foglio di carta da cucina assorbente, in modo che saranno belle asciutte quando le andrete a mangiare.
Nella preparazione ho tenuto da parte il parmigiano perchè queste polpettine in realtà sono piuttosto versatili e si prestano bene a diventare dolci; la ricotta e la mozzarella sono ingredienti con poco carattere per cui se nell'impasto non mettete sale (ma neanche zucchero) e, prima di infarinarle, le passate nello zucchero o dopo cotte le spolverate con lo zucchero (anche a velo), saranno ottime come dessert; se invece salate l'impasto e unite il parmigiano saranno delle ottime polpette salate da mangiare come secondo piatto accompagnate, magari, da una fresca e croccante insalatina, in modo da ripulire la bocca dalla sensazione leggermente grassa data dalla frittura, o con dei pomodori secchi conditi con olio e sale in modo da non sovastare il sapore delicato della polpettina.
Sia quando le preparate sia quando le mangiate usate molta delicatezza perchè queste polpettine sono estremamente morbide per cui, quando le lavorate, rischiate di spiaccicarle tutte.
Vedrete comunque che una volta cotte saranno fragranti fuori e morbidose e filanti dentro...praticamente una goduria per le vostre papille...
Provatele e fatemi sapere cosa ne pensate.
Buon Appetito!!
Qualche giorno fa avevo una irrefrenabile voglia di polpette ma, dopo una rapida ricognizione in frigo mi sono resa conto che mi mancavano gli ingradienti principali per cui mi sono detta..e ora??
Bene; ho preso alcune cose che mi ispiravano e le ho messe insieme...e le polpette all'ultimo sono il risultato!
Ingredienti:
1 confezione di ricotta di mucca da 250 gr
1 tuorlo
parmigiano
1 mozzarella
farina integrale q.b.
sale q.b.
pepe (una grattatina)
noce moscata (a gusto personale)
Preparazione:
In una terrina amalgamare la ricotta con l'uovo, il sale e le spezie e aggiungere un paio di cucchiai di farina integrale; dopo di chè tagliare a cubetti piccolissimi la mozzarella.
Unire al composto di ricotta i cubetti di mozzaella (è preferibile all'inserire internamente un cubetto ad ogni polpetta perchè l'impasto è molto morbido e si lavora male..)
Una volta pronto l'amalgama di ricotta e mozzarella aiutatevi con due cucchiai per formare delle palline che poi lavorerete moooolto delicatamente con le mani.
Preparatevi un piattino con poca farina integrale e, una volta appoggiate le palline fatte col cucchiaio, prendetele con le mani e tentate di impanarle nella farina dando loro una forma più simile possibile ad una polpetta.
Io ho usato la farina integrale perchè, secondo me, rende la panatura più morbida e si sposa bene con la morbidezza della polpettina, ma voi potete usare anche altre farine come quella di mais o il classico pan grattato.
Potete, volendo, anche passarle nell'uovo e poi di nuovo nella farina per fare una doppia panatura ma diventerebbero troppo pesanti...già sono fritte...
Scaldare l'olio per friggere in una padella (deve essere abbondante per poter cuocere le polpettine in maniera uniforme) e, quando è caldo, immergetevi delicatamente le polpette; quando saranno ambrate potete girarle.
Quando sono belle dorate da entrambi i lati potete toglierle e riporle a sgoccolare su di un foglio di carta da cucina assorbente, in modo che saranno belle asciutte quando le andrete a mangiare.
Nella preparazione ho tenuto da parte il parmigiano perchè queste polpettine in realtà sono piuttosto versatili e si prestano bene a diventare dolci; la ricotta e la mozzarella sono ingredienti con poco carattere per cui se nell'impasto non mettete sale (ma neanche zucchero) e, prima di infarinarle, le passate nello zucchero o dopo cotte le spolverate con lo zucchero (anche a velo), saranno ottime come dessert; se invece salate l'impasto e unite il parmigiano saranno delle ottime polpette salate da mangiare come secondo piatto accompagnate, magari, da una fresca e croccante insalatina, in modo da ripulire la bocca dalla sensazione leggermente grassa data dalla frittura, o con dei pomodori secchi conditi con olio e sale in modo da non sovastare il sapore delicato della polpettina.
Sia quando le preparate sia quando le mangiate usate molta delicatezza perchè queste polpettine sono estremamente morbide per cui, quando le lavorate, rischiate di spiaccicarle tutte.
Vedrete comunque che una volta cotte saranno fragranti fuori e morbidose e filanti dentro...praticamente una goduria per le vostre papille...
Provatele e fatemi sapere cosa ne pensate.
Buon Appetito!!
mercoledì 26 ottobre 2011
Bocconcini di pollo delicati
Questa è una ricetta facilissima e veloce, l'unica operazione che potrebbe farvi perdere un pò di tempo è l'eliminazione dei grassellini dal petto del pollo..
Ma la riuscita sarà assicurata e la soddisfazione ancora maggiore!
Ingredienti: (per 2 persone)
1 petto di pollo intero
farina "00"
burro (una noce)
latte (una tazza)
sale q.b.
Preparazione:
Pulire bene il petto del pollo togliendo i grassellini e l'osso cartilagineo al centro dei due lobi che formano il cuore (il petto è a forma di cuore...che carino!!)
Tagliare il petto, prima in spessore e fare due fette orizzontali, e poi nella lunghezza formando dei bocconcini; ricordatevi che più piccoli sono più veloce sarà la cottura.
Io di solito mi aiuto con le forbici per tagliare i bocconcini...faccio prima e il risultato è migliore.
Una volta fatta questa operazione di pulizia e taglio infarinate bene i vostri bocconcini; un consiglio..io prendo un sacchettino per congelare i cibi, ci metto dentro un cucchiaio di farina e i bocconcini, chiudo bene il sacchettino e...agito!!
Vi assicuro che i bocconcini si infarineranno in maniera uniforme ed ottimale, con il minor dispendio di farina e di energie...un lavoro pulito e fatto bene!!
A questo punto mettete una grossa noce di burro in una padella antiaderente, quando il burro sarà sciolto metteteci i bocconcini e fateli rosolare a fuoco vivace per qualche minuto.
Quando i bocconcini saranno dorati ed avranno formato una bella crosticina croccantina mettete in padella una tazza di latte e chiudete con il coperchio.
Abbassate il fuoco, aggiustate di sale e fate cuocere per una decina di minuti avendo cura di girare i vostri bocconcini con un mestolo (di legno sennò rigate la padella) per farli cuocere bene su tutti i lati.
Quando il latte si sarà asciugato (ma non molto sennò vi verrà fuori una palla informe di bocconcini) e avrà formato una cremina vellutata il vostro pollo delicato è pronto!
A me piace accompagnare questo piatto con del purè di patate speziato con un pò di noce moscata...
Sperimentate e sbizzarritevi!
Buon Appetito!!
Ma la riuscita sarà assicurata e la soddisfazione ancora maggiore!
Ingredienti: (per 2 persone)
1 petto di pollo intero
farina "00"
burro (una noce)
latte (una tazza)
sale q.b.
Preparazione:
Pulire bene il petto del pollo togliendo i grassellini e l'osso cartilagineo al centro dei due lobi che formano il cuore (il petto è a forma di cuore...che carino!!)
Tagliare il petto, prima in spessore e fare due fette orizzontali, e poi nella lunghezza formando dei bocconcini; ricordatevi che più piccoli sono più veloce sarà la cottura.
Io di solito mi aiuto con le forbici per tagliare i bocconcini...faccio prima e il risultato è migliore.
Una volta fatta questa operazione di pulizia e taglio infarinate bene i vostri bocconcini; un consiglio..io prendo un sacchettino per congelare i cibi, ci metto dentro un cucchiaio di farina e i bocconcini, chiudo bene il sacchettino e...agito!!
Vi assicuro che i bocconcini si infarineranno in maniera uniforme ed ottimale, con il minor dispendio di farina e di energie...un lavoro pulito e fatto bene!!
A questo punto mettete una grossa noce di burro in una padella antiaderente, quando il burro sarà sciolto metteteci i bocconcini e fateli rosolare a fuoco vivace per qualche minuto.
Quando i bocconcini saranno dorati ed avranno formato una bella crosticina croccantina mettete in padella una tazza di latte e chiudete con il coperchio.
Abbassate il fuoco, aggiustate di sale e fate cuocere per una decina di minuti avendo cura di girare i vostri bocconcini con un mestolo (di legno sennò rigate la padella) per farli cuocere bene su tutti i lati.
Quando il latte si sarà asciugato (ma non molto sennò vi verrà fuori una palla informe di bocconcini) e avrà formato una cremina vellutata il vostro pollo delicato è pronto!
A me piace accompagnare questo piatto con del purè di patate speziato con un pò di noce moscata...
Sperimentate e sbizzarritevi!
Buon Appetito!!
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